Un pozzo in Marocco intitolato ad Hafiz

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Shareradio
Cultura metropolitana
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Siamo tutti quanti cittadini del mondo

Hafiz ci ha lasciati a metà aprile ma la sua forza e il suo entusiasmo animano ancora Milano.
Durante la malattia prima e di fronte all'enormità del vuoto lasciato dalla sua morte si è costituito un gruppo di amiche e amici, compagne e compagni, musicisti, attivisti, artisti che insieme alla sua famiglia ha deciso di tenere viva la memoria di Hafiz e della sua idea di società meticcia e accogliente.

Raccolta fondi

In questi mesi si sono avviati diversi progetti in questa direzione (le T-shirt autoprodotte, una raccolta di pezzi musicali per pubblicare un CD a cui stiamo lavorando) e il più ambizioso nasce da un'idea della mamma di Hafiz: allestire un pozzo in Marocco per offrire agli abitanti della zona di Oued Zem, nella provincia di Béni Mellal, un facile accesso all'acqua.

Dai primi contatti con il Marocco abbiamo stimato un costo di 5000 euro, di questi i primi 2000 sono stati già raccolti grazie alle donazioni ricevute durante gli eventi di questi mesi (il grande pranzo di cous cous cucinato dalla famiglia di Hafiz per Mediterraneo Antirazzista al parco Trenno, la festa reggae organizzata al GTA di Gratosoglio, il festival delle culture al Carroponte con l'associazione Sinitah).

Prossimi appuntamenti

I prossimi appuntamenti in cui sostenere la causa, e condividere il ricordo di Hafiz, sono il 15 settembre al Soy Mendel di Baggio e il 29 settembre alla festa di Shareradio alla casetta verde di via Odazio in Giambellino. Potrete acquistare la maglietta o semplicemente lasciare un contributo. Vi aspettiamo.

Senza memoria non c'è futuro

Qui sotto un bel ricordo scritto da Laura, che ringraziamo per il prezioso contributo. In cima all'articolo potete guardare il video clip realizzato da Islam e Mr Data. Questa invece è la prima puntata della rubrica condotta da Hafiz per due anni a Shareradio: Blasta Radio Connection

 

Sguardo profondo e un sorriso solare, questo era Hafiz, 23enne artista e rapper milanese deceduto prematuramente ieri.

“Meticcio in cerca di identità”, così si definiva durante una conferenza sulla multiculturalità e seconde generazioni dell’estate 2016, che cercava di comunicare e condividere attraverso la sua grande passione: l’hip hop.
Per Hafiz l’hip hop era il linguaggio creativo che ha la potenzialità di unire le persone in quanto tali, ad di là delle differenze, delle origini, dello stato sociale, che può trasmettere messaggi importanti che ti spinge a trovare il tuo spazio, la tua reale identità.

Attivista antirazzista e per la lotta dei diritti degli ultimi ha rappresentato una generazione che sogna un Mondo di diritti globali, dove le ingiustizie siano superate, dove non ci siano confini e dove tutti possano sentirsi cittadini del Mondo con pari diritto a vivere una vita dignitosa.

Questo l’ha portato a collaborare con molte associazioni territoriali, prima tra tutti Shareradio di cui era dj e poi altre realtà milanesi (Soy Mendel e CSOA Lambretta per citarne alcuni), seguendo vari progetti di inclusione come ad esempio la formazione di giovani adolescenti per diventare dj e rappers.
La sua filosofia di vita, il suo messaggio ha fatto si che si creasse una comunità di giovani di diversa provenienza intorno a lui, attiva sia nella musica che nell’arte che nel sociale, diventando un riferimento grazie al calore, al senso di accoglienza ed al carisma che sapeva trasmettere.

Contrario alle etichette, secondo lui erano il problema della mancanza di integrazione: definirsi italiano, egiziano o peruviano porta già a mettere una distanza a creare una separazione. Quello che per Hafiz era importante era essere cittadino del Mondo. Come recita una delle sue canzoni più note: “Alza il pugno fino in fondo, siamo tutti quanti cittadini del mondo”

Buon viaggio compagno Hafiz, il tuo ricordo ed il tuo esempio resterà vivo e solare come eri tu.

Laura Pandolfini - sinistraxmilano

 

 

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