Diritto alla casa: Rabaiotti a confronto con i ragazzi di periferia

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Diritti civili
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Il 20 Gennaio 2017 Gabriele Rabaiotti, assessore ai lavori pubblici e alla casa del Comune di Milano, ha incontrato le ragazze e i ragazzi del gruppo giovani CDE Creta per confrontarsi sul tema dell’edilizia popolare in città.

L’invito dei ragazzi recitava:

“Viviamo in quartieri popolari, ogni giorno è una lotta e purtroppo la vittoria sembra lontana.
Viviamo in strutture edili precarie, le condizioni delle strutture all’interno dei quartieri sono pessime, le condizioni igieniche sono disastrose e scadenti, gli spazi sono ristretti, gli affitti e le spese sono elevate. Non siamo figli di medici, di bancari, le nostre condizione economiche sono basse, a malapena si riesce a portare qualcosa a casa lavorando duramente e interrottamente ma questo non deve comportare uno squilibro di livello sociale, non dovremmo essere trattati come persone di categoria B solo per le nostre debolezze e le nostre condizioni sociali, abbiamo usato il condizionale “non dovrebbe” e invece sembra essere così, e ancora una volta è una realtà che dobbiamo subire soprattutto noi giovani. Fino a quando continueremo ad urlare? Quando smetteremo di sperare?
La condizione dei quartieri popolari non dovrebbe sminuirci e invece la sentiamo sulla nostra pelle come una scottatura, lo percepiamo dai gesti delle persone, dallo sguardo di pietà dei nostri amici. Lo subiamo a scuola, ce ne rendiamo conto quando nel consiglio orientativo leggiamo “istituto professionale” piuttosto che il liceo che vorremmo fare. È giusto tutto questo? No, certo che no. Qualcuno vivrebbe mai in un posto dove ci sono infiltrazioni d’acqua, scarafaggi, insetti che si muovono sulle pareti, in case in cui le tapparelle neanche si alzano in cui si patisce il freddo perché i riscaldamenti non funzionano? In abitazioni dove gli ascensori rimangono bloccati per mesi?
Qualcuno se la sentirebbe di far crescere un bambino in mezzo alla micro criminalità? O far giocare il proprio figlio nel cortile in mezzo alle siringhe?
Le risposte sono ovvie, noi ci viviamo e questo ci condiziona parecchio.
Condiziona la nostra visione del mondo, abbassa il nostro ottimismo e impariamo a guardare le cose con occhi spenti che sanno di pessimismo.
E nessuno poi dovrebbe meravigliarsi di ciò che diventiamo.
Lottiamo da sempre e ci pare di andare contro un mulino a vento, si perdono le speranze”.

Un incontro denso di contenuti in cui l’assessore ha raccontato il proprio punto di vista e le strategie di intervento del Comune di Milano.

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